Titolo - people always leave‘ Autore bedshaped, (glo XD) Protagonisti Kristen Stewart, Robert Pattinson, e un pò tutti, su ù.ù Rating mmmhh, boh ò.ò mettiamo Giallo XD Tipo FanFic Long FF Note Mi è venuta un'idea. Ovviamente, c'è solo il prologo, ma ci terrei DAVVERO a sapere cosa ne pensate ^^ Ovviamente, dubito di continuarla prima di finire l'altra. Anyway, quanto sono rompibalotas ahahhaha XD Ditemi cosa ne pensate ù.ù Seriamente. Lanciatemi pure i pomodori, o le zucchine! La storia è scritta dal punto di vista di Robert. Mi scuso se c'è qualche femminile ahahhaah xD Quando scrivo in prima persona mi sembra di essere io stessa a dire e pensare, perciò, metto il femminile dove non ci dovrebbe essere ahahahh xD Scusate ù.ù
- people always leave‘ prologo
Le persone se ne vanno sempre. Alcune volte sono costrette, altre no. Altre volte decidono loro stessi di andarsene. Alcune volte si lasciano un’intera vita alle spalle; altre solamente un breve capitolo, ma in ogni caso lasciano qualcosa, qualcuno, e nel preciso istante in cui decidono di andarsene, esso o essa cessa di esistere, diventa un ricordo sfocato. Le persone se ne vanno. Sempre. Qualche volta ritornano. Altre no. Prima di allora ero un sognatore… un fesso, in poche parole. Credevo che l’amore fosse qualcosa d’indistruttibile, qualcosa che teneva legate due persone con una tale forza, che era impossibile che qualcosa potesse abbatterlo. Mi sbagliavo. Le persone se ne vanno, sempre, e si portano con sé ciò cui qualcuno più è legato, qualcosa che ha cambiato la vita a delle persone, a degli individui che, improvvisamente, si ritrovano a vagare in una vita che non sembra più completa. Qualche volta mi sono chiesto il perché di tutto ciò; perché si fuggisse, perché si scappasse da qualcosa di così grande come l’amore, per esempio. Ora, invece, non me lo domando più. Ci sono tantissime cose che non mi suscitano più qualcuna curiosità, cose che dovrebbero essere capite, su cui bisognerebbe rifletterci sopra, ma di cui, ormai, non me ne importa più nulla. La vita è così. L’amore è così. Punto. Perché dovrebbe esistere un’eccezione? Perché proprio il mio caso dovrebbe essere l’eccezione? Alzai lo sguardo verso il calendario. Un anno, cinque mesi, sette giorni e un paio d’ore. - Robert. – mi chiamò una voce calda, roca: una voce familiare. - Sì, Tom? – risposi, girandomi verso l’uscio della mia stanza, dove apparve il mio migliore amico. Sospirò, e mi guardò intensamente. – Robert, - mi ammonì, indicandomi la fotografia che avevo in mano. - Tom… - tentai di giustificarmi. - Robert, devi smetterla di pensarci. – m’interruppe, arrivando subito al dunque. Tom era fatto così. Non perdeva tempo in giri di parole, lui arrivava subito al dunque. Per quello sapeva benissimo cosa stessi facendo. - Lo so, - concordai, senza enfasi. Era così semplice a dirlo: a farlo era un altro paio di maniche. – ma non è semplice. – - Robert, non sarà mai semplice! Quanto tempo è passato dall’ultima volta in cui vi siete visti? – - Un anno, cinque mesi, sette giorni, e un paio d’ore. – Risposi macchinalmente. Ero riuscito a tenere il conto del tempo esatto. Sospirò, esasperato. – Robert, devi reagire. – - Tom, non è così semplice! – ribattei, portandomi una mano sopra gli occhi e respirando profondamente. – Ci sto provando. Ok? – Sentii il suo sguardo su di me, ma non osai guardare. - Robert, io ti voglio bene, lo sai, ma… – tirò un sospiro, avvicinandosi a me, - Kristen se ne andata, e non puoi continuare ad aspettarla. Devi andare avanti. Sarà dura, sarà orribile, ma devi andare avanti. - Aveva ragione. Dovevo andare avanti. Kristen se ne era andata, e non tornava. Non tornava da me, e probabilmente non l’avrebbe mai fatto.
« Very touching. Do you want me to imitate a violin? »
*sgranocchia uno zucchino...bleah!..lo caccia via* A me..U.U..Piace da morireee!! è bella..però non ho capito perchè nel genere hai scritto giallo...ò.ò.. devo prendere paiura?? Comunque davvero, molto bella.. E poi mi piace l'idea che ci sia Tom, è cosi carino.. Questo pezzo :
CITAZIONE
- Tom, non è così semplice! – ribattei, portandomi una mano sopra gli occhi e respirando profondamente. – Ci sto provando. Ok? – Sentii il suo sguardo su di me, ma non osai guardare
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anche a me è piaciuta molto^^ bell'idea glo ** non vedo l'ora di leggere il seguito =)
« -- portfolio -- twilight -- tutor -- » « -- vale & mary -- maybe -- » Il tempo passa, anche quando sembra impossibile. Anche quando il rintocco di un secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite. Passa in maniera disuguale, tra strani scarti e bonacce prolungate, ma passa. Persino per me. Bella Swan, New Moon
Titolo - people always leave‘ Autore viva la gloria’ (glo XD) Protagonisti Kristen Stewart, Robert Pattinson, un pò tutti XD Rating giallo Tipo FanFic Long FF Note Io non mantengo le promesse ù.ù Lo so, lo so: avevo detto che avrei prima finito “Sun in your eyes”, ma, per quanto riguarda gli ultimi capitoli, l'ispirazione non c'è per niente çç___çç per di più word è andato a farsi friggere, e quindi quando sentivo il bisogno di scrivere, ci rinunciavo per pigrizia. Sta mattina però, dati anche i recenti avvenimenti nella mia vita privata XD, ho deciso di continuare questa fan fiction, di scrivere il primo capitolo che ormai è un paio di giorni che mi frulla in testa. Non è un granchè - contando che l'ho scritto qui, perciò potrebbero esserci sia errori di battitura che di grammatica. Questo capitolo è un "flashback", così da capire pian piano la storia. Vi ricordo che la storia è scritta dal punto di vista di Robert: dettaglio molto importante poichè, non essendo onnipotente, non può sapere cosa c'è nella testa di Kristen, e di tutti gli altri, e quindi si ritrova a fare i conti con le sue ipotesi, senza ricevere una conferma. Ok, ok, parlo troppo ù.ù Godetevi questo capitolo XD - e mi scuso per la "assenza" ma d'estate succedo mai tante cose che non riesco a trovare la voglia di mettermi a scrivere, parlando d'amore, per giunta! Perciò, spero di continuare/finire presto SIYE (Sun in your eyes) e poi di dedicarmi completamente a questa **
- people always leave‘ capitolo 1 “Robert, sometimes people must leave...”
Tenevo in mano un mazzo di rose di colore rosso accesso, mentre aspettavo seduto sul letto della mia stanza d'albergo l'arrivo di Kristen. Una trentina di minuti prima, mi aveva scritto un sms, dove mi chiedeva di incontrarci nella mia stanza e, avendo tempo a disposizione, decisi di comprarle dei fiori, anche se mi sembrava alquanto banale come idea, ma sul momento non m'erano venute di migliori. Kristen era una donna che si meritava molto più dei semplici fiori, si meritava un uomo che l'amasse con tutto se stesso e spero che, in questo, abbia fatto del mio meglio. L'amavo, ebbene sì. Dopo eterne indecisioni, complicazioni e quant'altro, avevo confessato i miei sentimenti, e da quel giorno era iniziato un sogno. Sì, vivevo in un sogno, uno di quei sogni da cui non vuoi più svegliarti. Fui riportato alla realtà da un leggero e delicato bussare alla porta. Mi alzai, nascondendo le rose dietro la schiena ed andai ad aprire. La trovai sulla porta, con i soliti capelli arruffati, una semplice maglietta a maniche corte bianca abbinata a dei pantaloni blu acceso. Era perfetta. Era sempre perfetta. - Ciao, amore. - dissi, sorridendole dolcemente e tirando fuori il mazzo di rose. - Queste sono per te… - aggiunsi. La vidi interdetta, come se non si aspettasse un mio gesto o come se non lo desiderasse. - Oh, grazie - disse, con poca enfasi, prendendo il mazzo, e tenendolo fra le mani. Notai che teneva fra le mani anche la giacca. - Usciamo? - le chiesi, perplesso. Non uscivamo molto insieme - mai, praticamente - e il principale motivo era la Summit, che ci impediva di uscire alla luce del sole. Non mi ero mai lamentato di ciò, anche se, ammetto, far finta di essere indifferente a Kristen, col il tempo, diventava sempre più difficile. La sentii sospirare. - Devo parlarti, Robert. - - Certo, dimmi pure. Entra. - aggiunsi, spalancando ancor di più la porta per farla entrare. Tentennò, quasi come se non volesse entrare, ma poi, con un altro sospiro, entrò. Chiusi la porta alle sue spalle. - C'è qualcosa che non va? - chiesi. Era strana. Molto strana. Sembrava agitata, preoccupata. Mi guardò e solo allora notai il luccichio nei suoi occhi, come se stesse per piangere. - Kristen, che succede? - domandai, di nuovo. Questa era snervante; dovevo sapere cosa fosse successo, poiché non riuscivo a sopportare di vedere Kristen, la mia Kristen, triste. - Robert, io sto partendo - mi comunicò. - Ok, - dissi, non capendo il motivo di tale comportamento: tante volte eravamo stati separati a causa del nostro lavoro, ma, benché gli addii non fossero mai stati facili, non facevamo molte storie a riguardo. - E quando torni? - domandai. Rimase in silenzio a fissarmi, e poi, sforzandosi di pronunciare quelle parole disse - Mai. - La guardai. In quel momento sentii talmente tante emozioni che non riuscirei a descriverle a parole. Che significava? Non riuscivo a capire il significato di quel semplice "mai". - Kristen.. - sussurrai, incapace di usare un tono di voce normale - Che.. che significa? - La sentii prendere un altro respiro, questa volta più profondo. - Robert… è finita. Non possiamo continuare così… - Quelle parole furono come una lama tagliente dentro il mio cuore. Perché? Ecco l'unica domanda che mi girava per la testa. Non capivo il perché delle sue azioni. Io l'amavo, lei mi amava. Datemi un sol motivo per cui una storia del genere dovrebbe finire. - Kristen.. perché? Perché ora? Proprio ora che stiamo per finire il contratto con la Summit, ora che, finalmente, possiamo essere una coppia normale, una coppia alla luce del sole… - Strinse gli occhi. Soffriva? Perché mi faceva questo, se anche lei soffriva? - Robert, io devo andare. Il mio volo parte fra poco. - mi disse, fredda. Avviandosi verso la porta e non proferendo parola. Non aveva risposto alle mie domande. - Kristen… - inizia a dire. Mi interruppe. Si girò, mentre una lacrima scese sul suo viso. Piangeva. Perché? Lei non doveva piangere. Mai. - Robert, alcune volte le persone devono andarsene… - mi disse. Non era una semplice frase. C'era molto di più dietro, e lo sapevo. Ogni giorno ripenso a quella frase, cercando il vero significato, il motivo per cui mi aveva lasciato. Non sono mai riuscito a trovare nulla. - qualche volta ritornano… - sussurrai. Avrei dovuto dire altre cose, avrei dovuto pregarla di rimanere, avrei dovuto urlarle che la amo e che voglio stare con lei fino alla fine dei miei giorni, ma non riuscii a fare nulla. Mi sentivo impotente, pietrificato. Era come se osservassi una scena in un film, e non potessi fare nulla per impedirlo. Solo che, questa volta, non ero certo che ci fosse un lieto fine. Si morse le labbra, mentre vidi, chiaramente, le lacrime scendere dal suo viso. Cercò comunque, di non mostrarlo troppo, perciò non sentii la sua voce tremante, tipica di chi sta piangendo. - spero con tutto il cuore che sia una di quelle volte… - sussurrò. - Addio, Robert - aggiunse, aprendo la porta e uscendo dalla stanza, dalla mia vita. Rimasi immobile, fermo, cercando di riflettere sul da farsi, sul modo di riportarla da me. La verità è che non mi ero reso conto di ciò che era accaduto. Non mi capacitavo che avesse davvero potuto lasciarmi. Noi, certo, litigavamo, però alla fine tutto tornava come prima. Non ci eravamo mai davvero lasciati. Questo è l'ultimo ricordo che possiedo di Kristen. Non la rividi più, nemmeno per strada, o ad un party, oppure ad una cena. Niente. Kristen Stewart era entrata e uscita dalla mia vita così improvvisamente che, se non certo della sua esistenza, probabilmente crederei che fosse frutto della mia fantasia. Eppure, ero innamorato, e non sarei riuscito a scordarla nemmeno fra cinquant'anni. Ogni giorno mi chiedevo cosa stesse facendo, se mi pensasse, e ogni giorno mi sentivo pronto per chiamarla, per volare a Los Angeles a cercarla. Ma ogni volta tornavo a sedermi sul divano, a lavorare, a riprendere quella routine di tutti i giorni. Mi girai tra le lenzuola del mio letto che riuscivano a provocarmi quel leggero tepore che, in una di quelle giornate umide e fredde di Londra, è sempre un piacere. Guardai oltre la finestra il cielo scuro, grigio, minaccioso, come se, anche lui, non fosse felice, come se, anche lui, avesse bisogno di piangere, di sfogarsi, ma non ci riuscisse. Ogni mattina mi sveglio nello stesso modo, ed ogni mattina inizia un altro giorno senza di lei.
Edited by viva la gloria‘ - 10/8/2009, 00:51
« Very touching. Do you want me to imitate a violin? »
ma sono le cose che scrivi senza pensarci(e con taaanti errori xD) che diventano le opere migliori, sono convinta che anche Dante aveva scritto con tanti errori la prima volta ù.ù
Mi girai tra le lenzuola del mio letto che riuscivano a provocarmi quel leggero tepore che, in una di quelle giornate umide e fredde di Londra, è sempre un piacere. Guardai oltre la finestra il cielo scuro, grigio, minaccioso, come se, anche lui, non fosse felice, come se, anche lui, avesse bisogno di piangere, di sfogarsi, ma non ci riuscisse. Ogni mattina mi sveglio nello stesso modo, ed ogni mattina inizia un altro giorno senza di lei.
Ciao..qui la lacrimuccia è scesa sul serio..un colpo al cuore..veramente molto bello.. anche se..quanti errooooooooooooooooooooori..XD..ma va là..XD procedi pure ù.ù..XD