h o p p ì p o l l a  -- maybe tomorrow »

A_REPLY
sun in your eyes, Robert&Kristen - fan fiction
view post Posted on 10/3/2009, 15:02P_QUOTE
Avatar

gotohell.

Group: «bells»
Posts: 2195
Location: london,


Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/11/2009, 14:30


Note Durante questi giorni, non avendo niente da fare, ho tentato di scrivere una fan fiction. Ne ho lette tante su Robert e Kristen, alcune meravigliose. Ho deciso di provarlo a fare anche io. Avverto, chiunque si voglia divertire a leggere (perchè, statene certi, vi farete un paio di risate), deve essere messo al corrente di una cosa: io non sono un dio nello scrivere. Mi piace scrivere quando mi va, e soprattutto ciò che dico io. Non per altro nei temi è un miracolo se arrivo al 7. Il mio voto è costantemente 6.5. Nell'ultimo pure 5, ma ammetto di aver sparato delle assurdità. Senza perdermi nel raccontare dei miei voti scolastici, vi presento il primo capitolo. Ho deciso di descrivere il giorno dei provini per Edward, perciò nel momento in cui Kristen vede per la prima volta Edward. La "storia" è stata scritta in prima persona, fingedomi Kris. Come si può notare, non amo scrivere in terza persona. Mi scuso per gli errori: sono una capra ùù XD
(*) Il titolo della ff, non c'entra un piffero ùù XD E' stato preso, comunque, dalla canzone dei Keane Bedshaped: in un pezzo della canzone, dice: "You'll follow me back with the sun in your eyes." Mi piaceva molto il "the sun in your eyes", ossia "Il sole nei tuoi occhi". Ho tolto il the perchè mi sta antipatico ùù
(**) La frase "He dazzled me" è stata veramente detta da Kristen, riguardo a Robert. Alcuni pensieri della ff sono presi dalle varie citazioni di Kristen (che io ricordi, in questo capitolo si tratta soprattutto delle differenze fra gli altri candidati e Robert).
Dopo questo papiro, godetevi la ff =D


Sun in your eyes,
Robert&Kristen Fan Fiction


CHAPTER 1
image
«Nello stesso istante in cui la sua mano sfiorò la mia sentii una lieve scossa attraversarmi tutto il corpo.»



Ennesimo giorno di provini.
Essendo stata scelta per interpretare Bella nel film Twilight, tratto dal romanzo omonimo scritto da Stephenie Meyer, la mia presenza ai provini per il protagonista maschile, Edward, era fondamentale.
Non sopportavo quella situazione: si erano presentati tantissimi ragazzi, tutti dello stesso genere, nessun escluso. Catherine, la registra, era della mia stessa idea. Non vorrei essere critica e quindi dare un'idea sbagliata dei candidati, ma nessuno tra quelli visti fin ora aveva quel "non so che" che dovrebbe possedere Edward. Certo, la bellezza è importante, sopratutto se ci si basa sulla descrizione di Edward nel libro, ma il punto fondamentale è un altro: il fortunato deve capire il personaggio, deve entrare nella parte, comprendere l'Edward interiore e non solo l'Edward dal bel faccino.
Sospirai, di nuovo: più passavano le ore e più mi convincevo che era tutto inutile.
Nel momento in cui mi disperavo immaginando con che persona avrei dovuto collaborare, entrò l'ultimo candidato. Ero immersa nei miei pensieri, perciò mi accorsi solo all'ultimo della sua presenza; alzai gli occhi e lo vidi. Rimasi letteralmente a bocca aperta. A prima vista sembrava un ragazzo semplice e carino, non era difficile descriverlo. Quando si avvicinò verso me e Cath mi dovetti ricredere: era di più. "Di più" in tutto. Non sarei mai riuscita a descriverlo perfettamente: ogni descrizione sarebbe stata sbagliata. Lui era speciale, unico, e lo si capiva dal suo leggerno nervosismo, dal suo modo di scompigliarsi i capelli, dalla sua camminata, dalla sua bellezza, dai sui meravigliosi occhi che, curiosi, guardavano i volti delle due persone che l'avrebbero giudicato. Fui letteralmente rapita da lui. Mi aveva catturata, mi aveva presa e intrappolata col suo modo di essere. In quel momento capii che forse un'ultima speranza di trovare Edward, c'era.
Si presentò avvicinandosi a noi, mantenendo un tono tranquillo, benchè si capiva subito quanto fosse nervoso. Di certo, era una frana a mentire.
"Piacere, sono Robert Pattinson". disse con un sorriso, porgendo la mano. Cath, sorrise, evidentemente sapeva benissimo chi fosse e perchè fosse là.
"Perfetto! Alla fine sei arrivato! Io sono Catherine, ma credo tu già mi conosca. Alla fine ti sei deciso a prendere un aereo e venire." dissi euforica, come una bambina davanti al suo giocattolo nuovo di zecca, per poi voltarsi verso di me e rendersi conto di non avermi presentata.
"Oh, Rob," già usava un nomignolo. "questa è la fortunata ragazza che si è conquistata il ruolo di Bella. Kristen, ti presento Robert. Rob, ti presento Kristen". dissi presentandoci. Vidi lui sorridere per le parole di Cath e spostare lo sguardo verso di me.
Gli strinsi la mano con un sorriso "Piacere" dissi.
Nello stesso istante in cui la sua mano sfiorò la mia sentii una lieve scossa attraversarmi tutto il corpo. Non nè capii il motivo nè la fonte, ma ciò non m'impedì di ritirare la mano frettolosamente. Lui se ne accorse, e cercò malamente di nascondere un'espressione dispiaciuta. In ogni caso, si voltò, pronto per fare il provino. Rimasi dispiaciuta nel vedere il suo sguardo spostarsi, ma non ci feci troppo caso: la parte razionale di me si stava già lamentato di questo piccolo pensiero presuntuoso, nei confronti di uno sconosciuto, in fin dei conti.
Iniziò a recitare delle piccole parti, da solo. Io e Cath ne rimanemmo rapite: lei, già sognava una scena in cui io e lui avremmo recitato mentre io, segretamente, sognavo di potermi affiancare ad una persona così... speciale. Non trovai aggettivo migliore.
In quel momento Cath, si alzò: "Perfetto, perfetto." disse con un sorriso a trentadue denti. "Che ne dite di provare una scena insieme, così per vedere la cosa potrebbe funzionare?" chiese subito, senza aspettare il normale procedimento, ossia un altro provino in cui si sarebbe "testato" il feeling tra me e il co-protagonista. Rimasi un attimo a pensarci: benchè volessi con tutto il mio cuore poter recitare con lui, sentii una lieve preoccupazione, timore, sensazione mai avuta in nessun'altra occasione legata alla recitazione.
Lui, annuii, con un sorriso colmo di mille emozioni: timore, emozione, soddisfazione.
Di conseguenza, involontariamente, annuii a mia volta, ricambiando il sorriso.
Provammo alcune scene del film, le più importanti, soprattutto.
Cath, ovviamente, era completamente elettrizzata per l'alchimia che c'era fra di noi. La sentiva come me. Anzi, forse di più, dato che cercavo inutilmente di non essere troppo presa da lui.
Ovviamente, lui ottenne la parte: Cath avrebbe immediatamente dato la notizia ufficiale.
Con Robert, finalmente, finirono i provini. Io e Rob, fortunatamente o sfortunatamente predemmo la stessa strada: lui era diretto verso la sua macchina e io verso il luogo dove Michael mi sarebbe venuto a prendere.
"Bè, d'ora in poi saremo colleghi" disse, rompendo il silenzio, con un sorriso che avrebbe fatto crollare ai suoi piedi ogni ragazza.
"Si, proprio così" gli risposi, con un altro sorriso, che a confronto avrebbe fatto scappare qualsiasi ragazzo.
Mi guardò, mantenendo sempre un sorriso fantastico, benchè avesse uno sguardo deluso.
"Non mi sembri elettrizzata all'idea..."
Lo guardai, per poi cominciare a scuotere la testa "No, no non volevo dire questo, o meglio, far capire questo. Davvero, sono felicissima che tu abbia ottenuto la parte. Se voglio essere sincera, tifavo per te. Ma non dirlo in giro, è un segreto di stato." mi lasciai andare completamente, come se fosse un amico di vecchia data. Era una sensazione infondata: come potevo sentirmi così a mio agio con una persona che conoscevo da cinque minuti?
Sorrisi, ritornando alla mia espressione che, definirei, preferita: la pura felicità. "Bene, perchè altrimenti avremmo avuto un grande problema." disse. "No, tranquilla, muto come un pesce."
Non potei fare a meno di sorridere "Bene. Sono felice che tu sia riuscito a capire così in fretta" dissi scherzando, mentre da lontano intravedevo un'unica macchina posteggiata: ovviamente era la sua.
"Bè, non era molto difficile. Qui comandi tu". rispose, continuando lo scherzo
"Esatto. Complimenti!" dissi fingendo un'espressione sorpresa e soddisfatta. "D'ora in poi puoi considerarti o mio collega o mio servo" aggiunsi, per poi ridacchiare. Che discorsi sensati.
Rise a sua volta: una risata bellissima, dolce, pura. Avrei voluto registrarla per ascoltarla in ogni momento della giornata. "Felice di essere al suo servizio, mia padrona". disse accennando un inchino. "Non vorrei sembrare scontroso, padroncina, ma se le offrissi di bere qualcosa insieme, ovviamente con le battute vicino, sarebbe contro le regole?" chiese con un misto tra scherzo e realtà. Lo guardai, perplessa. Stava scherzando. "Bè, no. Potresti sicuramente bere qualcosa con me". Sorrise, soddisfatto della risposta affermativa. No, non stava scherzando. "Perfetto." aggiunse.
Lo guardai, perplessa "Dicevi sul serio?" chiesi, poi, non riuscendo più a distinguere lo scherzo dalla realtà.
"Certo, mai stato così serio." disse guardandomi e ridacchiando apertamente: evidentemente aveva capito che non mi aspettavo questa risposta.
"Oh," dissi nello stesso instante in cui apparve una macchina vicino a quella di Rob. Michael. "Oh". ripetei, con un tono triste invece di sorpreso. Lui, senza bisogno di spiegazioni, capì.
"Ti sono venuti a prendere?", disse spostando lo sguardo da me alla portiera della macchina che si stava aprendo.
"Già" risposi. "Allora ci vediamo, no? Se non sbaglio tra qualche giorno ci consegneranno i copioni..." aggiunsi, come se stessi pensando ad alta voce. "Quindi..." dissi, mentre vidi Michael scendere, chiudere la portiera e avvicinarsi verso di noi. Era geloso come non so cosa, e vedendomi con un ragazzo come Rob, sicuramente, si sarà innervosito più del solito. Ciò non sfuggì a Rob.
"Il tuo ragazzo?" chiese, girandosi verso di me. Vide la mia smorfia e scoppio a ridere "Tranquilla, non c'è bisogno di presentarmi." aggiunse, capendo subito a cosa stessi pensando.
"No, no, ti sbagli non è questo...". Ero patetica. Nessuno se la sarebbe bevuta una scusa del genere. Stavo per rispondere ma ormai Michael era ad un passo da noi, perciò mi avvicinai a lui e dissi "Ciao amore! Lo so, abbiamo fatto tardi ma siamo riuscite a trovare Edward" più informazioni gli davo e meno domande avrebbe dovuto fare. Mi girai verso Rob e dissi "Michael, lui è Robert. Edward nel film. Stavamo andando verso il parcheggio, sapendo che saresti arrivato". Robert tossì: sicuramente si tratteneva dal ridere per le mie numerose informazioni. Michael allungò la mano e disse "Piacere, io sono Michael. Il ragazzo di Kiki". Ecco, Kiki. Non poteva dire Kris? Kristen? No, Kiki. Tanto vale chiamarmi trottolina amorosa. Mi sentii, non seppi il perchè, in imbarazzo. Robert strinse la mano e disse "Piacere mio". Alzai leggermente lo sguardo per guardarlo: sì, se la rideva sotto i baffi. Feci un'altra smorfia che lui capì all'istante. Uffa, ma proprio ogni cosa doveva capire? Si mise a ridacchiare silenziosamente, spostando lo sguardo. "Bè, Rob, allora alla prossima" dissi concludendo qui quella situazione imbarazzante.
Mi guardo con il suo sorriso fantastico "Certo, alla prossima". Annuii, e mi voltai verso Michael che, possessivo come sempre, non esitò due secondi dal portarmi in macchina.

« Very touching. Do you want me to imitate a violin? »
« -- portfolio -- twitter -- efp -- » « -- h-bomb -- nina's » « -- robsten -- kstew »
-- another time, another town , another everything but it's always back to you
« one tree hill is all around you »
 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 12/3/2009, 12:10P_QUOTE
Avatar


Group: «vampires»
Posts: 367
Location: Pavia


Status: Offline: ultima azione eseguita il 24/11/2009, 22:24


bella bella, mi piace *-*
ma continui vero?!
 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE P_MSN Top
view post Posted on 12/3/2009, 13:42P_QUOTE
Avatar

gotohell.

Group: «bells»
Posts: 2195
Location: london,


Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/11/2009, 14:30


Grazie^^
Non lo so :S Il secondo "capitolo" l'ho scritto, ma non m'ispira per niente :S Probabilmente lo rifaccio. Come mio solito.

« Very touching. Do you want me to imitate a violin? »
« -- portfolio -- twitter -- efp -- » « -- h-bomb -- nina's » « -- robsten -- kstew »
-- another time, another town , another everything but it's always back to you
« one tree hill is all around you »
 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 14/3/2009, 00:41P_QUOTE
Avatar

gotohell.

Group: «bells»
Posts: 2195
Location: london,


Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/11/2009, 14:30


Note: Ed ecco il secondo capitolo. Piccola scena fra Michael (attuale ragazzo di Kristen Stewart) e Kristen.
Ricordo che discorsi e fatti sono puramente inventati.
Detto questo, non sopporto questo capitolo. Sarà che sono per la coppia di Robert & Kristen =D

CHAPTER 2
image
«Non potevo pensare certe cose. No, non potevo.»



Michael guidava con tranquillità verso casa; io, invece, ero comoda sul sedile. Per una qualche strana forza della natura, sentii il bisogno di ripensare a Robert, a ciò che mi aveva colpito di lui. Decisi di rimanere in silenzio, così da poter dedicare tutta me stessa a quei pensieri, che, purché fossero ingenui, li ritenevo proibiti. Michael, però, non era della stessa idea.
“Allora”, iniziò a dire, “Finalmente avete trovato il co-protagonista del film. Quando inizierete le riprese?”
Capii subito il secondo fine della sua domanda: era già preoccupato del periodo in cui saremmo stati distanti, poiché io dovevo partire il prima possibile verso il set.
Gli sorrisi comprensiva: sapevo quanto gli costava farmi andare da sola sul set, ma io ero irremovibile. Volevo fare a tutti i costi Bella Swan. “Già preoccupato?” gli chiesi dolcemente con un sorriso.
“Un po’”, ammise con un sorriso. Lo guardai dolcemente, vedendolo star già male per la lontananza. “Non lo so con precisione. Credo fra un paio di giorno. Il cast ormai è completo” dissi rispondendogli.
“Ah” dissi con un sospiro malinconico.
“Amore, non pensarci. Abbiamo ancora questi giorni per noi, e poi mi hai promesso che saresti venuto a trovarmi, sbaglio?” gli chiesi, cercando malamente di fargli tornare il sorriso. Glielo dicevo sempre che lo preferivo sorridente che imbrociato: eppure difficile riuscivo a trovare un vero sorriso sulle sue labbra. Per mia fortuna, abbozzò un sorriso che non potei fare a meno di paragonare al sorriso di Robert: il suo non era così affascinante. Mi tolsi, frettolosamente, quel pensiero dalla testa. Non potevo pensare certe cose. No, non potevo. Lui era il mio ragazzo. Robert il mio collega. “Si hai ragione” disse, non accorgendosi del fatto che nel frattempo la mia mente era ovunque fuorché nella macchina. Lo sentii frenare e mi sorpresi che fossimo già arrivati. Rimasi un attimo sbigottita dalla velocità del viaggio, cosa che, per mia fortuna, sfuggì a Michael: scese dalla macchina, chiudendo la portiera. Lo imitai. “Allora, cosa hai in mente sta sera?” mi chiese, cercando di assumere un tono vago, poco interessato, benché sapessi benissimo quali fossero le sue idee per la serata. Sorrisi leggermente. Era il solito. “Pensavo di riposare, amore mio. E’ stata una giornata lunga e impegnativa. Un po’ di sano riposo mi farà solo bene” gli risposi, facendogli capire che per sta sera non c’era pane per i suoi denti. Michael, mi sorrise dolcemente “Certo amore. Che ne dici se io vado a preparare una cena veloce e tu ti vai a riposare sul divano?”.
Com’era dolce. “Te l’ho mai detto quanto ti amo?” gli chesi, avvicinandomi a lui e mettendogli le braccia attorno al collo. “Certo, fin troppe volte” rispose scherzando. Accennai una lieve risata che, ancora un volta, non potei paragonare alla risata con Robert: in confronto sembrava un lamento. Non capivo il motivo per cui ogni mio pensiero alla fine arrivava a Robert. Non dovevo pensarci, punto. Era stupido, inutile. Probabilmente sono solamente curiosa della sua personalità. Niente di più. Mi avvicinai lentamente a lui e lo baciai. Un bacio leggero, dolce, ma niente di che.
Finite le smancerie entrammo in casa. Io mi diressi, senza girarmi, verso il divano dove mi ci buttai letteralmente. Ero stanchissima. Pochi minuti dopo tutto divenne scuro, sfocato: l’accesso al mondo dei sogni.

« Very touching. Do you want me to imitate a violin? »
« -- portfolio -- twitter -- efp -- » « -- h-bomb -- nina's » « -- robsten -- kstew »
-- another time, another town , another everything but it's always back to you
« one tree hill is all around you »
 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 18/3/2009, 19:08P_QUOTE
Avatar


Group: «vampires»
Posts: 367
Location: Pavia


Status: Offline: ultima azione eseguita il 24/11/2009, 22:24


anche io voglio Rob e Kris!
ma che Michael e Michael.. bah, vai a sognare Rob che è meglio xD ahaha.
 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE P_MSN Top
view post Posted on 20/3/2009, 15:29P_QUOTE
Avatar

gotohell.

Group: «bells»
Posts: 2195
Location: london,


Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/11/2009, 14:30


CHAPTER 3

image

«Sì, certo. E’ perfetto.»


Il mio tranquillo riposo venne interrotto dal mio cellulare che squillava da ormai un paio di minuti.
Mi strofinai gli occhi, per poi aprirli e iniziare a mettere a fuoco la stanza. Cercai di ricordare cosa fosse successo la prima sera, ma era tutto inutile. Non ricordavo nulla. Sbadigliai, sentendomi ancora indolenzita dal mio sonnellino sul divano. Sentii squillare ancora il telefono. Avrei voluto urlare di lasciarmi dormire, ma la parte giudiziosa di me optò per la scelta di rispondere al telefono. Allungai la mano cercando il cellulare. Tastai il tavolino per un paio di secondi finchè non trovai ciò che cercavo. Risposi, portandomi il telefono vicino all’orecchio “Pronto?” mugugnai.
“Hey Kris!”. Era Catherine. “Non ti ho svegliato vero? Credevo di non disturbarti a mezzogiorno…”.
Rimasi un attimo in silenzio, valutando la risposta migliore da dare: sì, mi hai svegliata ho sonno e voglio dormire. Riposta infantile. No, tranquilla. Nessun problema, sono sveglia da ore. Enorme Bugia. Optai per una miscuglio tra le due risposte.
Mi alzai per poter rimanere seduta sul divano. “No, Cath, tranquilla. Credo di aver dormito più del solito. In ogni caso, cosa succede?” chiesi. Non aveva motivi per chiamarmi oggi, dato che ci eravamo messe d’accordo di sentirci qualche giorno dopo. In attesa della risposta, posai il telefono sulla spalla, schiacciandolo leggermente contro l’orecchio, mentre muovevo le braccia per stiracchiarmi la schiena.
“Scusami, non volevo svegliarti…” iniziò a scusarsi.
La fermai immediatamente: “Cath, tranquilla. Prima o poi mi sarei dovuta svegliare. Anzi, ti devo ringraziare per averlo fatto”.
Sentii una lieve risata di Cath, che si spense subito dando inizio alle sue spiegazioni. “Ok. Scusami ancora. Comunque, credo tu voglia sapere il motivo per cui ti ho chiamata. Ho avuto un’idea: fare una prova generale di qualche scena, soprattutto le scene principali tra te e Rob. Ovviamente, è anche una buona occasione per consegnarvi i copioni”.
Erano già pronti i copioni? Ciò significa che le riprese inizieranno prima del previsto. Bene. Come potrò dirlo a Michael? Cercai di non far passare troppo tempo tra il suo discorso e la ma risposta, per cui mi affrettai a dire “Certo, sarebbe Fantastico! Quindi… tra poco si parte, he?” chiesi con un tono vago, quasi disinteressato, benché si potesse benissimo percepire un lieve dispiacere.. Benché fossi felice come una pasqua di far parte del cast di Twilight, l’idea di stare lontana da Michael mi preoccupava leggermente. Cath, capì subito il motivo del mio dispiacere. “Kris, ormai è tutto pronto. Abbiamo poco tempo e tante cose da fare. Capisco che per te e Michael è difficile, ma…” . La interruppi subito “Cath, tranquilla. Non…Non è un problema. Si deve entrare prima o poi nel mondo degli adulti, no?” dissi con una leggere ironia, mentre mi appoggiavo contro lo schienale del divano.
La sentii ridere senza troppa euforia “Kris, stai tranquilla. Andrà bene. Lo so, fidati”. Non seppi esattamente il perché, ma quelle parole mi tranquillizzarono: Cath era fatta così. Lei sapeva tutto. Era la persona più solare e ottimista che abbia mai conosciuto
“Lo so, lo so. Allora, sta sera a casa tua?” dissi frettolosamente, sviando il discorso. Basta parlare di partenze.
“Sì, certo. Per le otto e mezza/nove andrebbe bene per te?”
“Perfetto”

"Ok. Ti lascio svegliare in santa pace” aggiunse Cath ridacchiando “A questa sera Kristen”
“Certo, a questa sera” le risposi, mentre mi alzavo completamente dal divano. Nel fare ciò vidi un foglietto scivolare dalla coperta, svolazzare in aria per qualche secondo e posarsi a terra. Sentii Catherine spegnere la chiamata e feci lo stesso. Mi abbassai, poi, prendendo il foglietto che mi era caduto. Posai il telefono sul tavolino e aprii, curiosa, il foglio. Era un messaggio da parte di Michael.
Amore, sei crollata sul divano ieri sera. Era stanchissima, vero? Comunque, non ti preoccupare se non mi vedi in casa: sono dovuto uscire presto dopo una telefonata lampo del mio agente. Appena ti svegli chiamami. Ti amo. Michael.
Il sol pensiero di rimettermi al telefono fece apparire una smorfia sul mio viso. Posai il bigliettino sul tavolo: avrei chiamato Mike più tardi. Non c’era fretta. Mi diressi al piano di sopra per una doccia veloce e rilassante. Purtroppo essa non durò quanto avessi sperato: continuai a sentirmi indolenzita e stanca. La tranquillità che pensavo di trovare non aveva nemmeno mandato una cartolina. Indossai l’accappatoio, e uscii dal bagno per tornare al piano di sotto e chiamare Michael. Non avevo altre scuse per rimandare. Devo ammettere che mi sentii leggermente infastidita dal fatto che fosse uscito così di fretta, dopo una chiamata dal suo agente. Non era lui che l’altra sera si preoccupava dell’imminente partenza? Presa da questi pensieri ebbi un attimo di tentennamento: durò talmente poco che nel giro di pochi minuti mi trovai a comporre i l suo numero sul telefono. Lasciai che i capelli bagnati si posarono leggermente sulle spalle scoperte.
“Pronto?” chiese.
“Ciao amore. Sono io. Mi avevi detto di chia…”
Mi interruppe, bruscamente. “Si, si, lo so. Kris, ascoltami, ho appena saputo che devo partire per un paio di giorni.” Dissi in fretta e furia, senza lasciarmi il tempo di emettere alcun suono. Questa sì che era una brutta notizia. Sarei rimasta da sola in quella casa enorme, preparandomi in completa solitudine alla partenza. Finsi un tono di voce tranquillo. “Nessun problema, amore. Posso restare anche da sola… devo partire, comunque, entro questa settimana…
Non lo sentii parlare. Rimase in silenzio per qualche secondo.
“Annullo la partenza.” Poteva anche pensarci prima, non dopo essere stato chiamato…
“No! No! non farlo. Davvero, Michael. Ci possiamo vedere sul set di Twilight. Non preoccuparti .” Usai un tono dolce ma allo stesso tempo autoritario, che non ammetteva obiezioni. Colse subito il mio tono irremovibile e decise di non protestare. Ciò mi dispiacque: speravo che tenesse più alla mia compagnia che a partire per chissà dove. Un millesimo di secondo dopo aver formulato questo pensiero mi vergognai di me stessa: dovevo smettere di far la bambina.
“Ok, amore. Però torno presto, promesso.”
“Non preoccuparti per me. Torna quando puoi. So badare a me stessa.” Sentii una leggera risata: cosa c’era da ridere?
“Potresti anche fingere di volermi accanto a te..”
“Non fare lo stupido, Michael!” gli risposi ridendo. Certe volte sapeva fare veramente lo stupido “Lo sai che vorrei con tutto il cuore che tu fossi qui, ma non puoi rinunciare ai tuoi impegni…”
“Già. Purtroppo hai ragione, amore”. Terminata la frase sentii un’altra voce sottofondo che lo stava chiamando. Capii che era il momento dei saluti.
“Devi andare?” chiesi tristemente.
“Si” rispose con un tono dolce.
“Tornerò questo pomeriggio per prendere la valigia. A dopo amore. Ti amo” e chiuse di colpo la telefonata.
“Ti amo” mormorai a me stessa, ormai, visto che aveva così fretta di chiudere la telefonata. Sospirai, delusa dal suo comportamento: non aveva nemmeno il tempo per sentirsi dire cosa provavo per lui. Mi lasciai sprofondare nel divano, coprendomi il viso con le mani. Cosa andavo a pensare! Stai esagerando Kristen! Dissi a me stessa.
In quel momento suonò il campanello. Chi poteva essere a quell’ora? Svogliatamente mi alzai per andare ad aprire la porta. Mentre percorrevo il corridoio, scontrai il porta ombrelli, il quale cadde. Fece un rumore esorbitante, tanto che lanciai un’imprecazione, e ciò divertì molto la persona fuori dalla porta che iniziò a ridere. Mi bloccai, appena riconobbi quella risata così dolce e melodica. Era Robert. In quel momento pensai a circa duemila cose contemporaneamente: Come faceva sapere il mio indirizzo? Cosa ci faceva lì? Non posso presentarmi così! Perché sono così nervosa?
Mi fermai, e respirai profondamente. E’ tutto ok, Kristen. Dissi a me stessa, ignorando il leggero aumento delle pulsazioni. Mi avvicinai alla porta e l’aprii quel tanto che bastava per spuntare fuori con la testa. Ciò che vidi fu semplicemente qualcosa di meraviglioso: lui, Rob, sorridente con in mano una sacchetto dal quale fuoriusciva un profumo di croissant appena sfornati. “Ciao, Robert! Che ci fai qui?” chiesi leggermente imbarazzata, benché potessi immaginare il motivo per cui era davanti alla porta di casa mia. Lui scoppiò a ridere “Credevo fosse ovvio” disse sventolandomi il sacchetto davanti al naso. Il profumo era meraviglioso. Avevo l’acquolina in bocca. “Pensavo di portarti la colazione. Catherine mi ha detto che qualcuno si è appena svegliato… Complimenti, non ho mai visto nessuno dormire così tanto, per la cronaca.” Non potei fare a meno di ridacchiare: il buon umore di Robert era contagioso. “Hei! Ero molto stanca ieri, tutto qui!” dissi fingendomi imbronciata. Quella messa in scena durò qualche secondo: ricomparve subito il sorriso sulle mie labbra “E’ stato davvero un pensiero carino, Rob”. Lui sorrise soddisfatto. Mi guardò e il sorriso leggermente si affievolì, lasciando spazio ad un’espressione dubbiosa “Non posso entr…”
“Ehm, si, certo, è solo che non sono proprio presentabile… “ dissi stringendomi l’accappatoio addosso a me. “Mi dai cinque minuti?” Lui sorrise dolcemente “Certo, quanti ne vuoi”. Era davvero dolce. Dolce, cortese, gentile, simpatico, bello… Ok, kris. Stop. Dovevo fermarmi. Mormorai un leggero “grazie” e corsi al piano di sopra. Indossai l’intimo, un paio di jeans e una maglietta. Scesi di fretta tornando alla porta per aprire a Robert. Chissà cosa aveva pensato di me, una pazza che lo chiude fuori di casa. Nella fretta e furia mi dimenticai di asciugarmi i capelli, perciò mi presentai con i capelli bagnati, una faccia stanca, e un abbigliamento più comodo che elegante. “Buongiorno” disse dopo avermi squadrato dalla testa ai piedi e avermi fatto leggermente arrossire: non ero abituata ad essere guardata in quel modo.
“Buongiorno anche a te.” Risposi, facendolo entrare e chiudendo la porta alle sue spalle.
“Allora, che ne dici se cominciamo subito a mangiare? Sai, non sei l’unica che si è svegliata da poco…” disse ridacchiando. Lo guardai con una smorfia “E poi ti lamenti di me!”
Continuò a ridacchiare “Dai, Kris. Io devo darti il buon esempio, no?” disse sempre scherzando.
“Se, se, tutte scuse…” dissi con un’altra smorfia. Sorrise dolcemente. “Allora, per te va bene?” disse tornando alla domanda di prima. Alzai lo sguardo e incrociai i suoi occhi. Grande errore. Mi persi completamente nei suoi occhi, tanto che risposi dopo un paio di secondi, mentre mi guardava divertito. “Sì, Certo. E’ perfetto”. Dissi sottolineando l’aggettivo “perfetto”, che in quel momento, mi sembrava quello più appropriato.

« Very touching. Do you want me to imitate a violin? »
« -- portfolio -- twitter -- efp -- » « -- h-bomb -- nina's » « -- robsten -- kstew »
-- another time, another town , another everything but it's always back to you
« one tree hill is all around you »
 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 22/3/2009, 19:54P_QUOTE
Avatar


Group: «vampires»
Posts: 367
Location: Pavia


Status: Offline: ultima azione eseguita il 24/11/2009, 22:24


evvai Michael fuori dalle scatole.. ehm ehm, no pooooovera Kris ù.ù bhushahsha no non sono credibile xD
eheheh che bello K e R stanno diventando INTIMI. bhushahsa.
continua non presto, di più ù.ù
 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE P_MSN Top
view post Posted on 22/3/2009, 21:21P_QUOTE
Avatar

gotohell.

Group: «bells»
Posts: 2195
Location: london,


Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/11/2009, 14:30


Ti accontento XD Ho già l'altro capitolo pronto ;D Credevo di averlo postato :S

CHAPTER 4

image

«[...]non riuscivo ad allontarmi, benché cercassi con tutte le mie forze di farlo.»


You got it, you got it
Some kind of magic
Hypnotic, hypnotic,
You’re leaving me breathless
I hate this, I hate this,
You’re not the one I believe in
With God as my fitness
I Caught Myself - Paramore


“Sono squisiti” commentai con gusto i croissant caldi. Eravamo seduti al tavolo della sala da pranzo, davanti ad una tazza di caffè fumante e mangiucchiando dei favolosi croissant.
“Lo so. Ho occhio per certe cose” rispose “Ne dubitavi?” chiese in tono di sfida, sorridendo, mentre addentava di nuovo il suo croissant.
“No… Voglio dire, sì.” Dissi ingarbugliandomi con le parole, sia a causa della bocca mezza piena, sia perché non sapevo bene cosa rispondergli. “Voglio dire, sei appena arrivato a Los Angeles, non credevo conoscessi i migliori cafè della città”.
“No, infatti, non lo so. Sono andato a caso” aggiuse poco prima di scoppiare a ridere di gusto. Non l’avrei mai detto, ma solo in quel momento mi resi conto che dall’altra sera mi era davvero mancata la sua risata. Rimasi a fissarlo sorridendo, immersa nei miei pensieri. Lui spostò con nonchalance lo sguardo verso di me: “Cosa c’è?” mi chiese alzando leggermente il sopracciglio. Oddio, ero rimasta a fissarlo per troppo tempo. Chissà cosa avrà pensato “Niente, scusami. Stavo pensando...” iniziai a dire, abbassando lo sguardo e addentando il mio croissant. Mi guardò, con un sorriso ammaliatore: cercava di farmi parlare. “A cosa, se posso saperlo?” mi chiese nello stesso momento in cui alzai lo sguardo verso di lui.
“A quanto adoro la tua risata, ovvio”. Ok, meglio di no. Cercai nella mia mente una scusa buona e per mia fortuna ne trovai una. “Niente, solo all’imminente partenza. Fra poco saremo sul set di Twilight. Emozionato?” chiesi, cercando di sembrare elettrizzata per questa novità dell’ultimo momento. Purtroppo la mia messa in scena non funzionò.
“Non sembri realmente contenta. Qualcosa che non va?” chiese preoccupandosi per me. Non capii il motivo della sua domanda: perché preoccuparsi di come mi sentissi io? “Bè, non proprio. Ecco, sono successi degli imprevisti con il mio ragazzo. Niente di che. Passa tutto. Voglio dire, lui ha i suoi impegni e io i miei. Entrambi stiamo rincorrendo i nostri sogni, perciò non vedo perché dovrei esserne triste.” Dissi, più a me stessa che a lui, benché non avessi motivi per parlargli della mia vita personale.
“Ne vuoi parlare?” chiese gentilmente, cercando di non sembrare impiccione. Gli sorrisi: era davvero un gentleman. “Non c’è nulla da dire. Se per un periodo non ci vediamo non è la fine del mondo…”
Mi guardo di sottecchi, verificando che stessi dicendo la verità e non mentissi. Continuai a chiedermi il perché si preoccupasse per me, ma non trovai alcun motivo valido. “D’accordo” disse con un sorriso, non aggiungendo altro. “Sei pronta per sta sera? Sai, mi chiedevo quali scene volesse provare Cath. Credevo le avessimo provate tutte al provino. O almeno le principali…” disse, per poi immergersi nei suoi pensieri, cercando le risposte alle sue domande. Una scena, soprattutto, era stata saltata al provino: la scena del bacio. Mi si contorse lo stomaco al sol pensiero di provare quella scena. Non era disgusto, no, quello certo no. Era paura. Stupide paure di una ragazza diciassettenne. “Già, me lo chiedo anch’io..” accennai vagamente, mentre avvicinavo caffè alla mie labbra.
_

“Ti chiamo appena atterro, amore” mi sussurrò all’orecchio, mentre mi abbracciava stretta a lui. “Si, certo” dissi leggermente, affondando il mio viso sulla sua spalla. “Devo dire qualcosa del tipo “divertiti” o “fai il bravo”?” dissi con una lieve risata, che si spese subito, mentre mi allontanavo lentamente da lui. Lo sentii ridacchiare “Mi basta un “ci rivedremo presto”, credo”.
“A presto, amore” gli dissi dolcemente, dandogli un bacio di sfuggita sulle labbra, poiché era veramente in ritardo. Mi guardò intensamente, accarezzandomi il viso, per poi allontanarsi da me. Lo vedi salire in macchina e scomparire dopo il primo incrocio. Michael era arrivato durante il tardo pomeriggio, poco dopo che Rob se n’era andato. Avevamo riso e scherzato per ore come vecchi amici per tutta la mattina. Avremmo potuto ridere per ore di cose che nessun’altro avrebbe capito.
_
Bussai timidamente alla porta. Chissà se mi stava aspettando. Forse ero in anticipo. Forse. Sospirai, cercando di calmare il sottile attacco di nervosismo che minacciava di arrivare. Perché ero così nervosa? Non era la prima volta che facevo una prova del genere. Baci… Mai stato un problema. Fin ora. Vidi la porta aprirsi, e iniziai a sentire un leggero panico.
Davanti a me si presentò Cath, che con un sorriso mi disse, o meglio mi urlò “Finalmente Kris! Ora possiamo iniziare. Avanti, avanti.” Disse prendendomi delicatamente per il braccio e facendomi entrare.
“Ciao anche a te, Cath.” Le dissi guardandola incredula: come mai tutta questa fretta? Mi portò in sala, dove trovai seduto sul divano Robert. Sapeva essere splendido pure facendo una cosa semplice come guardare la televisione. Solo lui poteva fare questo effetto.
“Ora che ci siete tutte e due, possiamo iniziare vero?” disse allegra come non mai. Se non fosse per l’attacco di nervosismo che stava minacciando di esplodere sarei stata coinvolta anche io da quella strana allegria di Cath.
Ciak, si gira. Non si dovrebbe dire così?
Iniziammo a provare alcune scene di Edward e Bella: alcune battute nella radura, alcune durante il primo incontro, e alcune durante i momenti intimi. Arrivò la fatidica scena del bacio. Cath aveva in mente di svolgere la scena nella camera di Bella, sul letto. Nel libro, invece, si svolgeva dopo la radura. Non capii bene la sua scelta, ma l’approvai lo stesso. Propose, non contenta della varie battute e discussioni sui personaggi e il copione che avevamo tenuto per tutta la sera, di provare la scena del bacio, ribadendo che era una scena cruciale del film: doveva essere un bacio perfetto, contenuto, dolce, romantico. Robert, saggiamente, propose che sarebbe stato meglio provarlo dirattamente sul set, ma Cath non lo ascoltò.
“Mi farebbe davvero piacere vedervi provare la scena del bacio. E’ importantissima, e bisogna definire i particolari sin da ora. Per il casting abbiamo impiegato più tempo di quanto avessimo immaginato.” Ci guardò con uno sguardo implorante, cercando di convincerci. Sospirai, interrompendo il silenzio: “Ok, va bene” dissi semplicemente, passandomi una mano tra i capelli per l’imbarazzo.
Cath ci portò in giro per la stanza, cercando un posto giusto dove provare il bacio. Quante storie per un bacio! Ci portò, con mia grande sorpresa, vicino ad un letto che dedussi fosse il suo. “Qui?” chiesi perplessa, girandomi verso Robert cercando un appoggio per far cambiare idea a Cath.
“Si, si. E’ perfetto!” disse piena di emozione. “Andiamo su, voglio vedere questo bacio. Su, su!” aggiunse con un tono di voce talmente eccitato che, se fosse stato possibile, avrebbe fatto un salto talmente alto d’arrivare sulla luna. Ok. Dissi a me stessa. Sii professionale, Kris.
Non riuscivo a capire il motivo di tale nervosismo: era un attore, come io ero un’attrice. E’ un semplice bacio, nulla di che. Salimmo sul letto, guardandoci l’un l’altro e trattenendoci dal ridere. Che bizzarra situazione! Ci sistemammo a nostro agio, pronti per provare. Lo vidi leggermente nervoso, il che mi fece sorridere: non ero l’unica che provava nervosismo in una prova così semplice. In quel momento iniziò la “scena”. Potrei descrivere ogni minimo particolare di quella situazione: il respiro agitato di Catherine, in attesa, il mio battito del cuore improvviamente accelerato senza motivo, il suo respiro regolare. Lo sentii avvicinarsi, lentamente, dolcemente, come un amante che si avvicina all’oggetto dei suoi desideri. Trattenni involontariamente il respiro, pronta per sentire le sue labbra sopra le mie. Lo aspettavo, lo attendevo. Lo sentii avvicinarsi più velocemente: il che provocò un ulteriore aumento del mio battito cardiaco.
Fu un leggero contatto, inizialmente. Sentii le sue labbra posarsi delicatamente sulle mie. Dischiusi leggermente le mie, rimanendo, ancora, il più immobile possibile. Sentii le sue labbra premere sulle mie con più decisione. Lentamente iniziai a rispondere al bacio, assaporando quel suo profumo diverso, strano, ma stupendo. Non so cosa mi accadde, né perché lo feci, ma improvvisamente mi ritrovai a cercare le sue labbra, a baciarlo con decisione, passione, bramosia. Mi sembrava di essere sotto effetto di qualche droga: non riuscivo ad allontarmi, benché cercassi con tutte le mie forze di farlo. Fu lui, in seguito ad una lieve esclamazione di gioia di Cath, ad allontarsi. Dovetti, a quel punto, fare altrettanto. In quel momento nel mio subconscio litigavo con me stessa per non essere tornata fra le sue braccia a baciarlo. Repressi quel pensiero inappropriato. Non potevo pensare a certe cose, no, non potevo. Cercai, almeno, il suo sguardo. Appena i suoi meravigliosi occhi verdi incrociarono i miei mi sorrise. Sorrisi a mia volta, non staccando gli occhi dai suoi.

« Very touching. Do you want me to imitate a violin? »
« -- portfolio -- twitter -- efp -- » « -- h-bomb -- nina's » « -- robsten -- kstew »
-- another time, another town , another everything but it's always back to you
« one tree hill is all around you »
 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 22/3/2009, 22:30P_QUOTE
Avatar


Group: «vampires»
Posts: 367
Location: Pavia


Status: Offline: ultima azione eseguita il 24/11/2009, 22:24


AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA SI!!!
bello, bello. bellissimo!
R deve baciare da DIO.
 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE P_MSN Top
view post Posted on 24/4/2009, 16:36P_QUOTE
Avatar

Image and video hosting by TinyPic

Group: «cullens»
Posts: 397


Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/11/2009, 15:57


Rob e Kris insieme????*_____________*
amo già questa ff!! :wub: :wub:
molto bella e scrivi anche bene!soprattutto mi piace vedere tutto con gli occhi della Kris (Kiki è osceno come soprannome,daiiiii..xD)

continuala mi raccomando,caVa!! :B): :B):

image

«Then there was rain the sky wore a veil of gold and gray, at night it as the bright of the moon with me. Time was just floating. Then there was rain this town's foundations are crumbling to the ground comes a bit of a tumbling and time just floated away. We can watch it and stay and we can listen. Oh, rainy day, come round, sometimes I just want it to slow down. And we're separated now, I'm down. But I love it when you come over to the house, I love it when you come over to my house. Then there was rain and I spent the night with the Queen of Spain my lonely little heart would've broke again. Times were vicious. Singing, deeper that the knife goes in the more you win, you win but with less than when you begin deeper that the knife goes in. Oh, rainy day come round, sometimes I just wont it to slow down. We're separated now, I'm down. But I love it when you come over to the house, I love it when you come over to my house. But I love it when you come over to the house, I love it when you come over to my house
[Rainy Day - Coldplay]
image image image
image image
K'sL | © hoppìpolla‘ & whatislove

 
P_MSG P_EMAIL P_MSN Top
view post Posted on 24/4/2009, 19:11P_QUOTE
Avatar

gotohell.

Group: «bells»
Posts: 2195
Location: london,


Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/11/2009, 14:30


Grazie XD Sono un pò indietro. Sono già arrivata al 8/9 capitolo. XD Intanto posto il 5, va.

CHAPTER 5

image

« Certe cose succedono solo nelle favole»



Ero nella mia roulotte, ascoltando le varie canzoni che passavano una dopo l’altra sulle tanti stazioni locali a me sconosciute. Sentii le note di "Wonderwall" degli Oasis, in una di esse. Quella canzone mi piaceva. Smisi di torturare la manopola del cambio e andai in bagno per prepararmi.
Eravamo arrivati da circa due settimane, o forse anche più: avevo perso la cognizione del tempo, ormai. Passavamo giornate intere a filmare, e le sere a uscire tutti insieme. Per tutto il tempo avevo sempre finto di essere indifferente alla presenza di Rob. Non aveva alcun senso il leggero batticuore ogni volta che mi sfiorava. Non poteva significare qualcosa. Per tutto il tempo avevo cercato di nascondere la mia attrazione verso Rob. Ebbene sì, ero attratta da lui. Era inutile continuare a nasconderlo. Non lo amavo. Io amavo Michael, ne ero certa. Era solo semplice attrazione fisica. Finii di prepararmi, come sempre, in perfetto orario. Uscii dalla roulotte dopo aver chiuso la radio, mentre davano una canzone mai sentita prima.
Quella sera avevamo deciso di cenare insieme: io, Robert, Nikki, Ashley, Jackson e Kellan. Adoravamo uscire tutti insieme: sapevamo che ben presto certe cose non avremmo potute farle così alla luce del sole. Davanti all’uscita della mia Roulotte trovai Robert. Normale. Ogni sera, quando uscivamo, mi veniva a prendere per accompagnarmi nel luogo dell’incontro. Era diventato... non so come dire, protettivo. Sembrava che volesse mostrare a tutti che io ero di sua proprietà. Benchè fosse un pensiero egocentrico e presuntuoso, non potei a fare a meno di sentirmene lusingata. Evidentemente anche per lui, la mia compagnia significava qualcosa. Qualcosa che non poteva essere nascosto facilmente.
Ci dirigemmo insieme verso il luogo prestabilito, iniziando a parlare di svariati argomenti, senza concentrarci su uno più di qualche minuto. Continuammo così per tutta la sera, come amici di lunga data. I nostri colleghi si erano abituati alla nostra complicità. Erano abituati a vederci ridere insieme su cose che non potevano capire. Non erano mai riusciti a tenere il filo del discorso mentre parlavamo. Era come entrare in un nostro mondo dove solo noi due potevamo capirci.
Durante quella sera, mentre io e Rob, come al solito, stavamo ridendo di qualcosa che nemmeno noi sapevamo, Rob smise improvvisamente di ridere e si girò verso di me, con un’espressione apparentemente seria. Pensavo stesse facendo un’altra battuta, perciò con il sorriso sulle labbra lo guardai, pronta per scoppiare a ridere.
Inaspettatamente da ciò che aspettavo, lo vidi allontanare la sedia dal tavolo per alzarsi. Lo guardai, senza riuscire a capire esattamente le sue intenzioni.
Lo vidi inginocchiarsi davanti a me, senza staccare gli occhi dai miei che lo guardavano con sorpresa, agitazione, confusione. Cosa faceva? Perché lo faceva? Cosa aveva in mente? Non era divertente.
“Kristen Stewart,” disse con un tono di voce dolce ed emozionato “mi vuoi sposare?”.
Spalancai gli occhi, sentendo quelle parole. Era impazzito? Ubriaco? No, quella sera non aveva bevuto, ne ero certa. Sentii su di me gli occhi di Kellan, Nikki, Ashley e Jackson. Non ebbi il coraggio di girarmi, troppo presa dagli occhi di Robert. SI, SI, SI! Avrei voluto rispondere. Invece, come sempre, non dissi ciò che realmente pensavo.
“Rob?” chiesi con un tono confuso e allo stesso tempo sorpreso. Lo vidi ridere, e ciò mi fece capire che stava scherzando. Risi a mia volta, con un leggero velo di tristezza: perché non diceva sul serio? Perché non potevo rispondergli di sì, salire sul suo cavallo bianco stile Biancaneve e vivere nel nostro mondo incantato? Certe cose succedono solo nelle favole.
“Quanto sei stupido!” gli dissi, spostandogli il viso dall’altra parte, poiché continuava a guardarmi intensamente, cosa che mi metteva in imbarazzo.
“Wow. Passiamo già alle proposte, he?” chiese ironizzando Kellan.
Robert si alzò, per tornare a sedersi “Bè, sì. Siamo attori dopo tutto. Senza pubblico non si fa nulla” disse, scherzando. Annuii, ridendo insieme a lui, evitando di esprimermi a riguardo. Meno dicevo e meglio era. Dopo quel episodio la serata continuò il suo corso nel più normale dei modi: tra risate e sorrisi.
Arrivò, a tarda sera, il momento dei saluti. Robert si fermò più del solito davanti alla mia roulotte. Poco prima di augurarmi buonanotte, diversamente del solito, aggiunse: “Senti Kris, mi dispiace per prima. La proposta, intendo. Voglio dire, non parlavo seriamente. Stavo scherzando. Non vorrei mai mettermi tra te e Michael” disse, guardandomi negli occhi. Evidentemente aveva percepito il mio leggero velo di tristezza.
Gli sorrisi: “Rob, l’avevo capito. Sono rimasta un tantino spiazzata, comunque. Non è da tutti ridere e poi due secondi dopo chiedere ad una ragazza di sposarlo. Non è.. normale” gli risposi ridacchiando, rivedendo la scena nella mia mente. In effetti non era una tipica proposta. Proposta. Non era nemmeno una vera proposta, ma uno scherzo. Solo uno scherzo.
“Bè, noi non siamo normali, perciò...” borbottò. Noi. Che bel soggetto. Io e lui, una coppia. In quel momento mi passò davanti agli occhi l’immagine di me e lui, seduti sul divano, circondati da piccole copie di noi stessi, bambini con i capelli arruffati e gli occhi verdi. “Tu non sei normale. Io sono una ragazza nella media...” lo corressi. “Kristen, tu non sarai mai “nella media”. Tu sei tutto fuorchè nella media. Sei... fantastica, lo sai”. Già. Fantastica e molto stupida, aggiungerei.
“Grazie” mormorai timidamente, abbassando lo sguardo. “Bè, allora.. buonanotte.” Finii, passandomi una mano fra i capelli. “Già, buonanotte. Sogni d’oro Kris” disse, guardandomi per qualche secondo per poi allontanarsi ed entrare nella sua roulotte. Io entrai nella mia, chiudendomi la porta alle spalle. Il mio sguardo cadde sulla copia di “Doomed Love” che mi aveva regalato Robert prima delle riprese. In quel momento mi sentii sprofondare nello sconforto: perché, perché era tutto così dannatamente complicato?
Come una ragazzina di quattordici anni alle prese con la sua prima delusione in amore mi buttai letteralmente sul letto, senza cambiarmi, chiudendo gli occhi e sperando di addormentarmi talmente in fretta da non aver il tempo di pensare sulla serata, su Robert, su Michael.. su tutto.

« Very touching. Do you want me to imitate a violin? »
« -- portfolio -- twitter -- efp -- » « -- h-bomb -- nina's » « -- robsten -- kstew »
-- another time, another town , another everything but it's always back to you
« one tree hill is all around you »
 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 25/4/2009, 00:14P_QUOTE
Avatar

Image and video hosting by TinyPic

Group: «cullens»
Posts: 397


Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/11/2009, 15:57


CITAZIONE
Noi. Che bel soggetto. Io e lui, una coppia. In quel momento mi passò davanti agli occhi l’immagine di me e lui, seduti sul divano, circondati da piccole copie di noi stessi, bambini con i capelli arruffati e gli occhi verdi. “Tu non sei normale. Io sono una ragazza nella media...” lo corressi. “Kristen, tu non sarai mai “nella media”. Tu sei tutto fuorchè nella media. Sei... fantastica, lo sai”.

ecco..a questo punto ero ko sul letto..o.O..
anche io voglio Rob.. :wub: :wub:
mi piace...un sacco!!*_____*

image

«Then there was rain the sky wore a veil of gold and gray, at night it as the bright of the moon with me. Time was just floating. Then there was rain this town's foundations are crumbling to the ground comes a bit of a tumbling and time just floated away. We can watch it and stay and we can listen. Oh, rainy day, come round, sometimes I just want it to slow down. And we're separated now, I'm down. But I love it when you come over to the house, I love it when you come over to my house. Then there was rain and I spent the night with the Queen of Spain my lonely little heart would've broke again. Times were vicious. Singing, deeper that the knife goes in the more you win, you win but with less than when you begin deeper that the knife goes in. Oh, rainy day come round, sometimes I just wont it to slow down. We're separated now, I'm down. But I love it when you come over to the house, I love it when you come over to my house. But I love it when you come over to the house, I love it when you come over to my house
[Rainy Day - Coldplay]
image image image
image image
K'sL | © hoppìpolla‘ & whatislove

 
P_MSG P_EMAIL P_MSN Top
view post Posted on 25/4/2009, 09:55P_QUOTE
Avatar

gotohell.

Group: «bells»
Posts: 2195
Location: london,


Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/11/2009, 14:30


Grazie XD
Ora posto il sei XD

CHAPTER 6

image

«Dovrei farti regali più spesso se questa è la reazione…»



Il giorno del mio compleanno. Che giornata. Catherine, quella santa di Catherine, per il mio compleanno diede una giornata libera per tutto il cast. Fu indescrivibile la gioia di poter passare il compleanno con i miei colleghi, ormai diventanti grandi amici. Avevo legato con tutti, soprattutto con Nikki, ormai divenuta mia migliore amica. Non avevo mai avuto una vera migliore amica, forse dovuto al fatto che avevo iniziato una carriera da quand’ero molto piccola, perciò era tutta una novità. Ero veramente felice. Due cose, in quel giorno, mi fecero rattristire: Michael mi aveva inviato degli auguri via email, cosa che trovavo alquanto disgustosa, e, soprattutto, Robert mi aveva evitato per tutto il giorno. No, non evitato, ciò implicherebbe un’azione, lui, invece, non aveva fatto nulla. Si era fatto vedere solo per augurarmi buon compleanno e basta. Era tornato nella sua roulotte subito dopo.
Stavo tornando nella mia roulotte, ancora infastidita dal comportamento di Rob, al quale non trovavo un motivo degno di questo nome, che mi sentii chiudere gli occhi da una persona alle mie spalle. Stavo per urlare a squarciagola, pronta per tirare un pugno nel basso ventre del mio assalitore, quando sentii sussurrare al mio orecchio le parole “Sono io”. Riconobbi subito quella voce. L’avrei riconosciuta ovunque. Non capii, però, perché fosse li. Che si era messo in testa di fare Robert?
“Tra la borsa e la vita, scelgo la vita”. Ironizzai.
“Buono a sapersi. Spero non ci sia il bisogno di mettere a repentaglio la tua vita, sta sera…” Mi disse, mentre mi sentii afferrare la vita.
“Rob, che diavolo…” brontolai mentre i battiti del mio cuore iniziavano ad accelerare. Perché ogni volta che mi sfiorava reagivo così? “Kris fai finta di nulla, per piacere” dissi a me stessa.
“Shh. Zitta e cammina” mi interruppe, mentre mi trasportava verso, presumevo, la mia roulotte.
Sai, credevo che durante il giorno del suo compleanno il festeggiato sia immune a scherzi cretini…” protestai, mentre mi lasciavo trasportare da lui. Perché fare tutta quella messa in scena dopo una giornata in cui non si era fatto, praticamente, vedere?
“Lo so che sei completamente incazzata con me, ma voglio spiegarti, o meglio mostrarti, il motivo per cui non ti ho considerata oggi…” mi sussurrò dolcemente. Riuscii a percepire il suo entusiasmo. Sbuffai, poco convinta.
“Mi hai costruito una casa per gli uccellini?” gli chiesi ironicamente.
“Sai, credevo che durante il giorno del suo compleanno il festeggiato diventasse più gentile del solito” mi disse, imitando la mia protesta di poco fa. Sbuffai di nuovo, stufa di quella situazione.
“Rob, sul serio, sono…” si fermò e mi chiuse la bocca con l’altra mano.
“Shh. Eccoci, qui” mi disse, mentre mi trascinava sopra gli scalini e mi faceva entrare nella mia roulotte. Ebbi la certezza che fosse la mia poiché sentii il mio profumo nell’aria.
“Ok, apri gli occhi” mi disse, lasciandomi libera e spostandosi di lato. Aprii gli occhi velocemente, desiderando che quella bizzarra situazione finisse e che si mettesse in ginocchio a chiedere il mio perdono. Quando aprii gli occhi rimasi… senza parole. Sul mio letto vidi una custodia di una chitarra con sopra un grande fiocco rosso. Sul piccolo tavolino, invece, delle tovagliette colorate, con sopra dei piatti e delle candele che illuminavano la stanza.
“Rob, io… non..” farfugliai, senza trovare le parole “non ho parole. E’ bellissimo!” gli dissi, portandomi le mani davanti alla bocca. Non sapevo che dire.
“Buon compleanno, Kris” mi disse, con un sorriso compiaciuto. Che strana situazione. Una cena a lume di candela sola con Robert.
Interruppe le mie fantasie, spiegando le sue motivazioni “Lo so che può sembrare strano, però avevi detto che Michael non riusciva a venire, perciò ho pensato, visto che ti meriti il meglio in un giorno come questo, di cercare di rimediare. Ovviamente, se non…” lo interruppi. Non poteva nemmeno pensare di pronunciare le parole “volere” e “non” insieme.
“Robert, è tutto fantastico. Grazie, Grazie, Grazie!” gli dissi, avviciandomi per abbracciarlo. Gli diedi un leggero bacio sulla guancia, per ringraziarlo. Mi allontanò in fretta, troppo presto per i miei gusti, tenendomi comunque vicino a lui.
“Prima apri il tuo regalo!” mi disse. Era più emozionato lui di me! Alzai gli occhi al cielo, fingendo di non essere curiosa del regalo. Ovviamente non era difficile capire che fosse una chitarra. Ma quale chitarra? Lentamente mi avvicinai al letto. La curiosità mi torturava. Solo il fatto di avermi comprato una chitarra mi rendeva la persona più felice della terra: come poteva un ragazzo conosciuto da poco tempo sapere esattamente i miei gusti? Michael, al massimo, mi avrebbe regalato il solito profumo. Aprii la custodia e vidi una chitarra stupenda. Esattamente come l’avrei voluta. La sentii subito mia. La mia chitarra. Io e la mia chitarra. Mi girai verso Rob, lasciando la chitarra sul letto, attorcigliando le mie braccia intorno al suo collo, dopo aver fatto un leggero salto per arrivarci.
“Grazie, Grazie, Grazie!” gli dissi, o meglio urlai. Lo sentii tossire, e lo liberai dalla mia stretta soffocante. Evidentemente non si aspettava una reazione così: i contatti tra me e lui non supervano mai certi limiti dettati, ovviamente e stupidamente, dalla sottoscritta.
“Ops, scusa. E’ solo che.. è fantastica, Rob. E’ tutto fantastico.” Gli dissi, sfoggiando il migliore dei miei sorrisi.
Mi guardò, ridacchiando “Dovrei farti regali più spesso se questa è la reazione…” iniziò a dire per poi, come sempre, scoppiare a ridere.
“Scemo!” gli dissi, scherzosamente, dandogli una leggera spinta. Lentamente smise di ridere, per poi guardarmi con un sorriso dolce.
“Dai, antipatica, andiamo a mangiare o meglio a bere.” Disse, spostandosi verso il tavolino – benché ci fossero una o due falcate di distanza – per poi sedersi ad un lato.
Lo guardai perplessa: “Bere?” chiesi, avvicinandomi anche io al tavolo.
“Kristen, sei maggiorenne. Ok, teoricamente non puoi bere se hai meno di 21 anni, però bisogna comunque brindare in qualche modo. Non vorrai certo mangiare di nuovo senza prima un brindisi! E poi lo sai che non riuscirei mai a staccarmi dal mio primo amore” disse, ironizzando sull’ultima frase.
“Primo amore? Ok, mi sono persa. Stai parlando del mio compleanno o della tua prima ragazza?” chiesi, sedendomi dall’altro lato del tavolino. Dentro di me, segretamente, sperai che stessa parlando del mio compleanno: se avesse parlato del suo primo amore, della ragazze che le aveva rubato il cuore per prima, probabilmente, avrei provato odio verso questa povera ragazza e successivamente sarei partita per Londra per farle visita. Non certo una visita piacevole. Da quando ero così violenta? Scossi la testa, sotto lo sguardo perplesso di Robert: dovevo smettere di perdermi nei miei pensieri. Robert è un caro amico, Michael è il mio fidanzato. Non è difficile da memorizzare.
“No, dell’alcool.” Mi rispose, osservandomi. “Stavo scherzando, Kris” aggiunse, vedendomi muovere le labbra, ripassando la situazione della mia vita sentimentale.
“Si, si. Certo! Allora, cosa abbiamo di bello?” chiesi, sporgendomi verso di lui come se nulla fosse.
Michael è un mio amico, Robert è il mio fidanzato. No, cretina, hai sbagliato! Mentre insultavo me stessa, Robert tirò fuori una bottiglia – o almeno una delle molte – di vodka.
“Alla pesca. Non è delle mie preferite, ma le ragazze in genere l’adorano…” mi disse, posandola sul tavolo, mentre prendeva due bicchieri. Li riempì entrambi, fino all’orlo.
“Brindiamo ai tuoi 18 anni?” propose.
“Ma non si deve brindare con lo spumante altrimenti porta sfortuna?” chiesi, scherzando, prendendo in mano il mio bicchiere.
“Si, ma per la vodka è un’eccezione: se brindi con la vodka brindi tutto l’anno.” Disse, cercando un proverbio per rispondere alla mia domanda impertinente.
Scoppiai a ridere “Farò finta di non conoscere il vero proverbio…” dissi, alzando il bicchiere. Lui mi imitò, e lo scontrò leggermente con il mio.
“Buon Compleanno, Kris. Finalmente 18enne…” disse, per poi buttarlo giù tutto con un sorso. Lo guardai, stupita: tutto d’un sorso? Cercai di imitarlo, ma ne bevvi solo metà. Il resto lo buttai giù dopo un gran respiro. Mi guardò, aspettando che parlassi.
“Un altro brindisi?” dissi ridacchiando, allungando il bicchiere verso di lui, pronta per il secondo round.

« Very touching. Do you want me to imitate a violin? »
« -- portfolio -- twitter -- efp -- » « -- h-bomb -- nina's » « -- robsten -- kstew »
-- another time, another town , another everything but it's always back to you
« one tree hill is all around you »
 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 25/4/2009, 13:02P_QUOTE
Avatar


Group: «vampires»
Posts: 478
Location: Forks into Twilight


Status: Offline: ultima azione eseguita il 22/11/2009, 15:50


glò ma è troppo bella!! rob e kris 4e^^ :wub: che carini..^^

« -- portfolio -- twilight -- tutor -- » « -- vale & mary -- maybe -- »
Il tempo passa, anche quando sembra impossibile. Anche quando il rintocco di un secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite. Passa in maniera disuguale, tra strani scarti e bonacce prolungate, ma passa. Persino per me.
Bella Swan, New Moon

 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE P_MSN Top
view post Posted on 26/4/2009, 13:00P_QUOTE
Avatar

gotohell.

Group: «bells»
Posts: 2195
Location: london,


Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/11/2009, 14:30


Ed ecco il 7 XD Poi ci sarà l'8 e poi dovete aspettare il 9 XD

CHAPTER 7

image

«E se non fosse solo attrazione fisica?»



Strofinai i miei occhi, per poi aprirli e tentare di mettere a fuoco il luogo dove mi trovavo. Che ore erano? Che giorno era? Cosa era successo? Mugugnai come atto di protesta alle tante domande nella mia testa. Mi sentivo intontita, se devo essere sincera.
Mi girai nel letto, come era mio solito fare prima di scendere direttamente dal letto e svegliarmi del tutto. Nel girarmi scontrai un qualcosa - che sembrava essere una persona - sdraiata di fianco a me. Mi resi conto che non ero sola. Spalancai gli occhi, impaurita, iniziando ad urlare, involontariamente, più che potevo, benché avessi ancora la voce roca per il sonno. Chi era quella persona? Perché si era intrufolata nella mia roulotte? Il mio urlo fu soffocato da una mano.
«Zitta, zitta! Cosa Urli!» urlò in risposta Robert, spaventato dal mio urlo improvviso. Smisi di urlare, appena riconobbi Robert. Cosa ci faceva? Cercai di protestare, chiedendogli spiegazioni, ma, visto che continuava a tapparmi la bocca, uscirono solo dei mugugni senza senso. Lo guardai, scocciata, facendoli capire che poteva, anzi doveva, togliermi la mano dalla bocca. Si accorse della mia espressione e tolse immediatamente la mano: «Scusa» mormorò scusandosi.
«Si può sapere cosa diavolo ci fai tu qui?!?!?!» gli chiesi immediatamente, non nascondendo il mio tono freddo e distante. Non avevo nulla contro di lui… per ora. Non mi ricordavo nulla della sera precedente e ciò non era sicuramente un buon segno. Non avevo bevuto, perciò non poteva essere successo nie… Come se non avevo bevuto! Avevamo brindato circa una cinquantina di volte! Oddio! Istintivamente, scendendo a conclusioni affrettate, tolsi le coperte dal mio corpo, verificando le mie tesi. Indossavo ancora gli indumenti della sera prima. Tirai un sospiro di sollievo. Robert mi guardava particolarmente divertito: «Hai finito di controllare che non ti sia saltato addosso questa notte?» chiese, sghignazzando come non mai.
Mi girai verso lui, avversa nei suoi confronti: era LUI che mi aveva fatto bere.
«Sei un cretino! Sei un idiota!» gli urlai contro, cercando di spingerlo fuori dal letto.
«Cosa pensavi di concludere facendomi ubriacare?!?».
«Kristen, calmati un attimo!» protestò non rispondendo né alle mie accuse, né ai miei insulti.
Smisi di spingerlo e di urlargli contro. Incrociai le braccia al petto, guardandolo seccamente in attesa di spiegazioni, possibilmente molto esaurienti.
«Kris, non era mia intenzione farti ubriacare. Abbiamo bevuto un po’, questo è vero, ma niente di… “scandaloso”. Sono rimasto qui solo ed esclusivamente perché tu mi hai chiesto di restare. E, per la cronaca, ti sei sentita male tutta la notte, perciò non ti avrei lasciata sola…» rispose, guardandomi, in attesa di una mia reazione. In quel momento mi trattava come una bambola di porcellana: viste le mie reazioni di questa mattina, non potevo dargli torto. Lo guardai, addolcendo la mia espressione dura e fredda. Mi sentivo in colpa per avergli urlato contro gratuitamente, quando non aveva fatto nulla di male. Gli avevo dato dell’approfittatore.
Prima che potessi parlare, aggiuse: «Stai tranquilla. Non è successo nulla. Che persona credi che sia, Kristen…».
Abbassai lo sguardo, mordendomi il labbro. Che cretina che ero! «Scusami. Hai ragione. Ho…». Non riuscivo a trovare le parole per scusarmi. «Scusa. Davvero… io… non volevo…» mormorai, coprendomi il viso con le mani. Lo sentii - o almeno immaginai - di vederlo sorridere. Ne ricevetti la conferma quando le sue mani tolsero le mie, costringendomi a guardarlo.
«Kristen, tranquilla. Chiunque avrebbe tratto queste conclusioni. Non sentirti in imbarazzo né in colpa. Certo, credevo avessi una considerazione di me un tanto più elevata, ma non è un problema…» rispose, sfoggiando il suo sorriso che potrei definirei.. sghembo. Stavo per replicare ma qualcosa attirò la mia attenzione. Le sue mani continuavano a stringere le mie, il suo viso a pochi centimetri dal mio. Trattenni il respiro - in senso lato, s’intende - quando lo vidi fissarmi più intensamente del solito. Anche lui si era accorto della… vicinanza tra noi due, cosa rara fuori dal set.
Non mi ero mai resa conto della sua capacità di ipnotizzarmi con un solo sguardo. Sentivo il suo profumo che, come una sirena, m’invitava ad avvicinarmi a lui. Tolsi frettolosamente le mani dalle sue, sentendo il mio autocontrollo cedere, e abbassai lo sguardo mentre un leggero rossore stava conquistando spazio sulle mie guance. Immaginai che Robert, vista la situazione, stesse trovando un modo per buttarla sul ridere. Aspettai che emettesse qualche suono, ma non lo fece. Ciò mi costrinse ad alzare lo sguardo, incrociando i suoi meravigliosi occhi. In essi riuscivo a vedere la vera persona che era, quella parte di lui che solo io conoscevo. Era unico, ed io ero così fortunata da poterlo conoscere e volergli bene.
E se non fosse solo attrazione fisica? E se fosse stato il destino a decidere di farci incontrare per vedere nell’uno e nell’altra la propria “metà della mela” ? E se fossimo destinati a creare qualcosa che vada oltre alla semplice relazione? E se fossimo destinati a innamorarci, ad assaporare la felicità del vivere un amore unico, l’amore delle favole, irreale, impossibile? Era davvero la persona che riusciva a completarmi? E che cosa era Michael? Istintivamente, esausta dai mille dubbi e dal quel filo trasparente che mi tirava verso di lui a cui cercavo di oppormi, mi avvicinai, cercando le sue labbra.
Premetti le mie labbra contro le sue, delicatamente, timidamente, lasciandomi trasportare da quelle emozioni, dal quel sentimento che mi legava per qualche strana legge della natura a lui. Lui, a sua volta, rispose al bacio, posandomi una mano dietro la nuca per avvicinarmi a sé. Persi letteralmente il controllo quando sentii le sue labbra dischiudersi. Desiderosa di poter assaporare ogni centimetro del suo corpo mi strinsi -per quando fosse possibile - ancora a lui, baciandolo con bramosia, mentre i nostri corpi all’unisono si sdraiavano uno sopra l’altro sul letto. Lo desideravo, lo volevo, lo pretendevo. Le nostre labbra, in risposta ai nostri desideri, non volevano staccarsi. Gli passai un mano fra i capelli, baciandolo con maggior intensità, come per evidenziare il fatto che in quel momento era mio. Mio e solo mio. La mia mano scese dai capelli alla schiena. Nel momento in cui cercavo di trascinarli via la maglietta sentii le sue mani bloccare le mie. Le sue labbra, in conseguenza, si allontanarono.
«Kristen, non…» mormorò ansimante, «non possiamo». In quel momento mi resi conto di ciò che avevo fatto. Io. Non ero il tipo da lasciarmi trasportare. No. Non avrei mai tradito la persona che amavo e desideravo. Amavo Michael? Desideravo Robert? Non capivo più nulla. Ero confusa dai sentimenti che provavo per l’uno o per l’altro. Abbassando lo sguardo, allontanando le mani del suo corpo nello stesso momento in cui lui si allontanava da me.
«Robert, non so cosa mi sia preso…» mormorai, incapace di giustificare il mio comportamento. Era colpa mia. Ero io l’egoista che voleva tutto per sé. Ero io che volevo fosse mio, ero io che lo desideravo. Lui non voleva le mie stesse cose. Per lui non ero sua, non doveva resistere con tutto se stesso l’attrazione nei miei confronti: non provava nulla. Senza guardarmi, scese dal letto.
«Tranquilla, Kris. Non è successo nulla» mi disse cercando di tranquillizzarmi.
C’era qualcosa, però, nella sua voce che catturò la mia intenzione. Dolore? Frustrazione? C’era qualcosa, ne ero certa, ma non sapevo cosa. Non riuscii a dire nulla. Mi limitai a guardare il vuoto, dal mio letto, incapace di dare delle risposte a quella situazione che, sapevo, mi avrebbe ucciso. Non dissi nulla né mi spostai nemmeno quando sentii la porta della mia roulotte sbattere dopo l’uscita di Robert. Che cosa sarebbe successo ora? Avrei fatto finta di nulla? No, non ci sarei riuscita. Era successo qualcosa, qualcosa che iniziava a tramutarmi in un’altra persona. Sapevo che era sbagliato, sapevo di essere un mostro. Avvicinai le ginocchia al petto, incrociando le braccia a esse e nascondendo il viso. Riuscivo ancora a sentire il suo profumo ovunque. Mi sentivo… vuota. Sentivo che mi mancava qualcosa. Mi mancava lui. Non Michael, ma lui. Desideravo non essermi mai fermata.

« Very touching. Do you want me to imitate a violin? »
« -- portfolio -- twitter -- efp -- » « -- h-bomb -- nina's » « -- robsten -- kstew »
-- another time, another town , another everything but it's always back to you
« one tree hill is all around you »
 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
62 replies since 10/3/2009, 15:02
 

load
Fast reply
 
 
 

Enable emoticons
Clickable Smilies
Show All


Nickname:      Email:



 

 
 




« people always leave »
h o p p ì p o l l a -- maybe tomorrow »
comet's pfolio, since 19/10/08 / grafica/tabelle create da glo
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 3.0 Unported License.
« tragedies aren't funny! - no xoxo no party - she can smile! - brain stop - artist are not toys »
miL artfOliO; Juls ~ Portfolio ~ M r s V a L o & S y n P o r t f o l i o. {Graphic, Contest And More... R o b e r t P a t t i n s o n italia  © Nagisa Portfolio image Viva la Revolution - A Coldplay Fan Forum (The Iconizer)-Perchè diamo solo il 100*100 di noi stesse-
 


Skin creata da °RANSIE°. Per il Container ringrazio lo Skin Factory e ~ Keyz.